venerdì 9 gennaio 2009

GREEN BUILDINGS


Una casa che faccia spendere poco o niente per il riscaldamento, e magari anche per la bolletta dell'elettricità, grazie al ricorso all'energia solare. Che riduca al minimo le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici e, in generale, tutto il suo impatto ambientale. E che in più sia sana da abitare: massima attenzione alla qualità dell'aria interna. Godono di crescente fortuna i “green buildings”, ossia gli edifici progettati e gestiti in maniera sostenibile ed efficiente.

In linea generale, i principi ispiratori dei “green buildings” sono due.

Il primo è l'architettura bioclimatica, ossia quella che progetta la casa cercando di adattarla nel migliore dei modi all'ambiente circostante e di ridurne i consumi energetici. La sua punta di diamante è la casa passiva, studiata in modo tale che non ci sia quasi bisogno di accendere i termosifoni e il condizionatore.

Il secondo principio ispiratore è la bioedilizia: costruire facendo uso di materiali locali e “naturali”.


Un certo grado di attenzione all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili è obbligatorio in Emilia- Romagna da quando, il primo luglio scorso, sono entrate in vigore le disposizioni contenute nel Piano energetico, o meglio nell'Atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione degli edifici, che dà traduzione pratica alla direttiva europea sul risparmio energetico.

L'Atto fissa i requisiti minimi di prestazione energetica, che variano in base alla destinazione d'uso degli edifici e alle caratteristiche climatiche della zona in cui sono situati. Stabilisce il ricorso obbligatorio ad una quota di energie rinnovabili in caso di nuove costruzioni, di ristrutturazioni radicali o di sostituzione dell'impianto di riscaldamento: in particolare, devono essere prodotti da fonte rinnovabile almeno il 50% dell'acqua calda sanitaria e almeno 1 Kw di energia elettrica per unità abitativa.

Nel caso questo non sia possibile, bisogna ricorrere a soluzioni alternative: l'allacciamento al teleriscaldamento, ad esempio, o il collegamento a impianti di fonti rinnovabili comunali, dal momento che la Regione ha approvato un piano per realizzare piattaforme fotovoltaiche sul territorio. Infine, l'Atto avvia la certificazione del rendimento energetico degli edifici, indispensabile per accedere a tutti gli incentivi che riguardano il miglioramento della prestazione energetica. Incentivi nelle norme di costruzione sono previsti per chi realizza edifici con rendimenti energetici inferiori a 50 Kw al metro quadrato annuo.



Una rassegna espositiva delle soluzioni di risparmio energetico si svolgerà nell'ambito del Salone EDILSHOW a Piacenza dal 20 al 22 febbraio 2009.