
Hanno scelto il palcoscenico di Edilshow gli architetti piacentini per affrontare le tematiche emergenti di questo momento. La rassegna dedicata all’edilizia che andrà in scena a Piacenza Expo dal 19 al 21 febbraio, ospiterà infatti due momenti di riflessione molto importanti promossi appunto dall’ Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Piacenza in collaborazione con quello di Parma.
“Abbiamo ritenuto – spiega Benito Dodi , presidente dell’Ordine piacentino -opportuno valorizzare questo evento annuale, ponendo l’accento su argomenti che meritano discussioni specifiche, in un certo senso di nicchia e che quindi si adattano molto bene a contesti come quello di Edilshow, caratterizzati da un’utenza specializzata”.
Così nella mattinata di venerdì 19 febbraio è prevista la Tavola rotonda promossa dall’Ordine piacentino, intitolata “Piani di intervento a sostegno delle trasformazioni e rigenerazioni urbane”, che affronterà il tema della “sicurezza dell’abitare”, come diritto primario dei cittadini: un argomento sul quale il Consiglio Nazionale degli Architetti si è da poche settimane espresso con una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio.
Agli “Spazi Pubblici: tra progetto e realtà” è invece dedicato l’incontro-conferenza promosso dagli Ordini di Piacenza e Parma, che si volgerà nel pomeriggio sempre di venerdì 19 febbraio e che vedrà un momento di confronto tra i professionisti e le Istituzioni, rappresentate per Piacenza dall’assessore alla Qualità Urbana del Comune di Piacenza, Sabrina Freda e per Parma dal responsabile Agenzia per la Qualità architettonica del Comune di Parma, Paolo Conforti.
L’idea – continua Dodi – è quella di favorire una riflessione sulle possibilità di riqualificazione degli spazi pubblici, ma anche sulle possibilità di fruizione di questi da parte dei cittadini.
La prospettiva in cui procederà la mattinata sarà infatti quella di comprendere quale sia l’appetibilità degli spazi pubblici per i cittadini e come sia possibile eventualmente migliorarla.
“Questo anche – conclude Dodi – in una logica di discussione aperta tra i progettisti e la committenza pubblica”.
